Ocriculum AD 168 – Otricoli

Ocriculum AD168 - Otricoli

Ocriculum AD168 è un evento di Rievocazione Storica della durata di tre giorni che si svolge l’ultimo weekend di maggio, nel 2024 giunge alla sua XI edizione dal titolo “I doni di Cecere e il lavoro degli uomini”

L’area archeologica dell’antica città di Ocriculum (Otricoli, TR) è una delle più estese dell’Italia centrale (36 ettari) e uno dei più importanti attrattori turistici dell’Umbria meridionale. I resti della città, attraversata dalla Via Flaminia e lambita da un’ansa del Tevere, sono inseriti in un paesaggio naturale di notevole bellezza, perfetta sintesi di archeologia e natura rimasta immutata nei secoli. Della città, visitabile con percorsi pedonali, sono attualmente ben visibili i principali edifici dell’antico abitato romano: l’imponente complesso delle “Grandi Sostruzioni”, il teatro, le terme, un maestoso pilone d’ingresso, un grande ninfeo, un tratto basolato di antica Via Flaminia su cui si affacciano due notevoli monumenti funerari e una fontana pubblica, l’anfiteatro, numerosi altri monumenti funerari e, a est della città romana, lungo la SS3 Flaminia, la necropoli preromana (VII sec. a.C.). Alla sua valorizzazione e alla sua particolare fruizione tematica contribuisce dal 2012, come costola della locale ProLoco, e poi dal 2015, con una propria struttura, l’Associazione Culturale Ocriculum attraverso alcuni eventi di rievocazione storica romana tra i più conosciuti e ammirati nel panorama nazionale.

Il più importante di essi è senz’altro la manifestazione giunta alla undicesima edizione e calendarizzata per l’ultimo fine settimana di maggio, “Ocriculum AD 168”. Essa rievoca i fasti dell’antica città al tempo dell’imperatore Marco Aurelio, nell’anno 168 d.C. appunto, sotto il cui regno la tradizione fa risalire il martirio a Damasco del santo patrono di Otricoli, il giovane tribuno ocriculano Vittore. Per un intero fine settimana all’interno dell’area archeologica circolano persone abbigliate secondo il costume romano di II secolo, si ricreano spazi perduti e, cosa più importante, si riabitano gli edifici monumentali dell’antica città. Nell’arco di tre giornate ai visitatori è offerto uno speciale viaggio nel tempo e nello spazio

  • attraverso la ricostruzione della Porta Romana, l’ingresso monumentale alla città per chi proveniva appunto dall’Urbe, posta nei pressi di importanti monumenti funerari. Qui si può cambiare la valuta moderna con gli antichi aurei, sesterzii e asses da utilizzare poi per l’acquisto di vari beni e servizi offerti all’interno della manifestazione;
  • attraverso la ricostruzione dell’ampio e affollato castrum militare della XVI Legio Flavia, la stessa che all’epoca era di stanza in Siria e in cui doveva servire appunto Vittore. Ma nel castrum e anche fuori da esso trovano ricovero anche alcuni membri di altre legioni provenienti da altre realtà rievocative di tutt’Italia;
  • attraverso la ricostruzione del mercato ricco di artigiani, farmacisti, fornai che doveva affacciarsi sulla via principale della città, molti di essi provenienti da altre regioni italiane;
  • attraverso la ricostruzione delle tabernae, delle popinae e delle cauponae dislocate all’interno dell’area e aperte ad ogni avventore che voglia gustare gli antichi sapori della cucina romana, riproposti al pubblico dopo un attento esame delle fonti che ne hanno tramandato sino a noi le ricette;
  • attraverso la ricostruzione di un excubitorium, il posto di guardia dei vigiles urbani, curatori dell’ordine pubblico di giorno e della vigilanza notturna delle strade, protettori della città dagli incendi con il loro carro pompa, nonché guardia del corpo del Praefectus vigilum che nelle occasioni ufficiali scortavano con alla testa i littori, simbolo del potere stesso di Roma;
  • attraverso la ricostruzione della giornata tipo di bambini e ragazzi dell’epoca, divisa tra vita in famiglia, lezioni dal ludimagister e giochi e giocattoli;
  • attraverso l’esecuzione dal vivo di musiche, danze ed esercizi ginnici in quello che era e rimane un edificio termale unico nel panorama architettonico antico;
  • attraverso le risate che i saltatores, come venivano chiamati gli attori del tempo, con le loro maschere grottesche e le loro goffe pantomime, suscitano per la messa in scena di commedie intere o di stralci tratti dalle opere di autori del teatro antico;
  • attraverso le simulazioni di ludi gladiatorii e di altre manifestazioni atletiche all’interno di uno degli anfiteatri più grandi del centro Italia;
  • attraverso la rievocazione della vita frenetica che animava uno dei maggiori porti sul Tevere, attivo fino alla metà del XIX secolo e scomparso solo in seguito ad una violenta alluvione che tagliò l’ansa del fiume in cui esso risiedeva;
  • attraverso la rievocazione di riti religiosi, cerimonie pubbliche e private, sfilate di legionari e processioni di civili;
  • attraverso speciali visite tematiche tenute da particolari ciceroni che, vestendo i panni di antichi personaggi storici della città, da una parte ne illustrano la storia e i monumenti e dall’altra introducono i turisti all’interno del percorso rievocativo e dei suoi banchi didattici. In questo modo il visitatore diventa attivo frequentatore di un’antica città e della sua vita rievocata grazie ad un attento esempio di archeologia sperimentale;
  • attraverso, soprattutto, l’impegno personale di oltre 200 volontari e figuranti locali e numerosi altri provenienti da altre parti d’Italia che mettono in campo le loro competenze, acquisite durante gli anni e costantemente perfezionate, per mantenere elevata l’accuratezza dell’aspetto storico.

La sperimentazione delle antiche abitudini militari come di una giornata tipo dei ragazzi romani, o delle antiche ricette che sono alla base di moltissime tradizioni culinarie moderne, o del modo di intendere musica, danza e spettacoli teatrali come anche gladiatori, per certi versi molto vicini ai moderni tipi di intrattenimento, e di molto altro ancora garantisce allo spettatore da una parte una visita unica e particolare all’interno di un’importante area archeologica e dall’altra la possibilità di riscoprire una parte fondamentale della propria storia, delle proprie radici. I vari banchi didattici di cui si compone la manifestazione hanno la capacità di rendere il visitatore attivo protagonista di un particolare esempio di rievocazione che è anche archeologia sperimentale proposta al grande pubblico e in particolare a specifiche categorie turistiche più sensibili, come turismo scolastico-giovanile, famiglie, categorie sociali “deboli” o con problematiche. La dislocazione delle varie attività rievocative presso tutti i principali monumenti della città antica permette il pieno godimento tanto delle prime, quanto dei secondi.

Un viaggio, dunque, alla scoperta delle origini storico-culturali dell’umanità oltre il senso del luogo, dove l’aspetto esperienziale ed emozionale, attraverso la rievocazione storica di tradizioni, usi, costumi della quotidianità, diventa modus vivendi e si arricchisce di contenuti didattici e di finalità sociali, di integrazione e di inclusione, di crescita e di conoscenza. La manifestazione, in particolare, si propone di avvicinare  il visitatore a tematiche (in modo particolare al mondo della storia e dell’archeologia) molto spesso sentite come lontane e distanti dalla propria realtà quotidiana e territoriale attraverso un approccio “capovolto” nel tempo e nello spazio: una sorta di viaggio nel tempo tra presente e passato e viceversa, tramite la voce e il volto di “antichi romani” che nei principali monumenti dell’area archeologica di Ocriculum gli racconteranno e gli illustreranno la loro vita quotidiana nell’anno 168 d.C.

Quest’anno inoltre l’accento verrà posto sull’intera filiera che dai cereali porta fino ai prodotti derivati: pane, dolci, zuppe, birra. Dall’ingrediente base, frutto tanto del lavoro umano quanto soprattutto delle favorevoli condizioni climatico-territoriali, fino alle produzioni familiari e industriali di un’epoca forse lontana nel tempo, ma ancora vicina per tradizioni, usi e costumi arrivati sino a noi a volte praticamente intatti. Tutta la manifestazione ruoterà intorno a questo tema centrale e così anche tutte le didattiche: dai riti in cui per la prima volta verrà onorata la divinata tutelare dell’agricoltura, Cerere, fino ai vari, minimi e massivi, utilizzi che al tempo si faceva di questi primissimi prodotti della civiltà umana stanziale.

OBIETTIVI

  • valorizzare, promuovere, divulgare la storia e favorire la fruizione dell’area archeologica di Ocriculum;
  • rafforzare il sentimento identitario della comunità locale attraverso la riscoperta delle proprie origini storico-culturali;
  • promuovere l’area archeologica di Ocriculum come un luogo favorevole per la conoscenza e l’otium in una cornice esperienziale e immersiva;
  • ampliare la fruibilità dell’antica città di Ocriculum attraverso la realizzazione di offerte innovative e rivolte a diverse tipologie di turismo.

Scarica il documento completo Attività di Rievocazione Storica – Aree Interessate

Event Details

Clicca quì per scaricare il Programma 2024

ASSOCIAZIONE CULTURALE OCRICULUM
Via Flaminia, 3 – 05030 Otricoli (TR)

Web: www.ocriculum.it
Email: asscultocriculum@gmail.com
Tel: 338-7018510
Facebook: @OcriculumAd168
Instagram: @OcriculumAd168

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Ocriculum AD168 - Otricoli
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